Cause e rimedi per le orecchie tappate

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L’orecchio tappato è una sensazione poco piacevole, caratterizzata da una ridotta o alterata trasmissione dei suoni. Questi ultimi appaiono ovattati e in alcuni casi si accompagnano ad acufeni, autofonia – ovvero, risonanza della propria voce – e pressione nell’orecchio. Spesso, ma non sempre, a causare le orecchie tappate è il cerume: il problema, tuttavia, può dipendere anche da altre cause, tipicamente da uno sbalzo di pressione o da un’infiammazione. Come capire da cosa è provocato e come rimediare?

Orecchie tappate e cerume

L’accumulo di cerume è un problema solo apparentemente banale: se sottovalutato, infatti, il tappo può causare nel tempo una riduzione dell’udito, oltre a sensazioni dolorose ricorrenti anche nei bambini piccoli. Oltre alle orecchie tappate, i sintomi possibili includono ronzii e fischi, rimbombo della voce, sordità passeggera e mal d’orecchi: quest’ultimo si verifica con particolare frequenza dopo la doccia o il bagno, data la tendenza del cerume a dilatarsi con l’umidità, premendo così sul timpano.

L’orecchio tappato, nei bambini, è un problema molto comune, anche a causa della conformazione del condotto uditivo, particolarmente stretto e dunque più soggetto a ostruzione. A causare il tappo, in generale, può essere la presenza di residui di ovatta di cotton fioc o l’utilizzo degli apparecchi acustici che, giorno dopo giorno, tendono a ostacolare la fuoriuscita del cerume.

Per prevenire le orecchie tappate è importante fare attenzione alla pulizia delle orecchie, evitando di spingere il cotton fioc all’interno del condotto uditivo ed eventualmente utilizzando spray detergenti specifici. Le soluzioni isotoniche delicate per l’igiene delle orecchie possono essere applicate anche ai bambini – esclusi neonati di età inferiore ai 6 mesi – per fluidificare il cerume e rimuovere così il materiale in eccesso.

Altre cause dell’orecchio tappato

Oltre all’accumulo di cerume, a causare l’orecchio tappato può essere il catarro: se vi è un forte raffreddore, in particolare, il muco può intasare l’orecchio e provocare l’insorgenza di un’otite media. In questo caso è facile che si verifichino mal d’orecchi, cefalea e un’evidente riduzione dell’udito. Oltre ai bambini, a essere più esposti al problema sono gli adulti con setto nasale deviato e ipertrofia delle adenoidi. L’otite può essere anche esterna, con infiammazione dovuta a ristagno di liquidi – la cosiddetta “otite del nuotatore” – o lesioni che tendono a richiamare funghi e batteri. I sintomi possono includere gonfiore e secrezioni.

Come già accennato, può verificarsi anche un nesso tra orecchie tappate e pressione, specie in presenza di sbalzi improvvisi dovuti a un’immersione, a spostamenti in alta quota e viaggi in aereo. Meno di frequente, la causa può non dipendere direttamente dall’orecchio, come nel caso dei disturbi di masticazione.

Come stappare le orecchie tappate: rimedi

In caso di orecchie tappate, cosa fare? Il rimedio più immediato consiste nel deglutire o sbadigliare ripetutamente, una semplice tecnica di compensazione specialmente utile dopo un decollo o un atterraggio. Se c’è deposito di acqua nell’orecchio, si può provare a inclinare la testa e a tendere delicatamente il lobo per favorire il drenaggio.

Se, tuttavia, la causa dell’orecchio tappato non è chiara, è necessario rivolgersi al medico che procederà a ispezionare l’orecchio per individuare eventuali corpi estranei, depositi di cerume o infiammazioni. Le gocce auricolari ad azione solvente sono sufficienti, nella maggioranza dei casi, per rimuovere il tappo. Per curare le infiammazioni all’orecchio è possibile ricorrere ad antinfiammatori e antibiotici, eventualmente associati all’uso di analgesici locali per contrastare il mal d’orecchi.

Se il recupero dell’udito non avviene in breve tempo, è consigliabile ricorrere ad accertamenti più mirati ed eventualmente studiare una protesi uditiva su misura per riabilitare gradualmente la funzione uditiva.

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